”Questo messaggio lo dedichiamo ai folli. A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Potete essere in disaccordo con loro. Potete glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potete fare è ignorarli. Perché riescono a cambiare le cose. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio. Perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.” Gandhi

IL PROGETTO

Il progetto del Barbonaggio Teatrale è partito il 28 agosto 2009 da Andria, dal festival Castel dei Mondi, coproduttore dello spettacolo teatrale “Fanculopensiero Stanza 510”. Da quel debutto e dal disagio come uomo e come artista rispetto al sistema arte e teatro in particolare in Italia e rispetto più intimamente alla vita di ogni giorno come essere umano, è nata la necessità di fermarsi e trovare una strada nuova da percorrere. Il Barbonaggio Teatrale è una modalità di proposta artistica che si ispira all’esperienza artistica dell’attore Ippolito Chiarello, che propone i suoi spettacoli, oltre che in teatro, anche per strada o luoghi non teatrali, su un palchetto, vendendoli a pezzi. L’artista ha stabilito un prezzo per ogni porzione del suo spettacolo (l’esperienza nata con lo spettacolo “Fanculopensiero Stanza 510”, prosegue ormai con tutte le nuove produzioni), ha fatto un listino e lo distribuisce al pubblico di passaggio. lo spettatore sceglie il pezzo che vuole sentire, lo paga e l’artista si esibisce, cercando anche di spiegare il senso di questa esperienza. Di solito poi la sera lo spettacolo viene fatto a teatro. Spesso diventa un’esperienza autonoma di proposta.

IL TEATRO PER STRADA

Il barbonaggio teatrale è nato da un moto di noia e stanchezza rispetto al sistema teatrale in cui mi trovavo a operare e che mi risultava bloccato, poco visionario e senza prospettive, chiuso su stesso e autoreferenziale, direi scambista, usando un termine usale in altri ambiti ma molto calzante nei risultati. Serve il mio mestiere? come faccio a farlo tutti i giorni? Come riuscire a entrare in un ingranaggio complesso e poco interessante? Come dare dignità a un lavoro che tale non è considerato in Italia? Avevo il desiderio di lavorare tutti i giorni, fare l’attore tutti i giorni e non solo saltuariamente e avevo la chiara sensazione e la consapevolezza che tutti questi pensieri derivassero da un’unica vera questione: la scarsa considerazione che gli artisti e quindi le istituzioni e a seguire la critica e gli operatori, avessero del pubblico e del nuovo pubblico nel pensare al proprio lavoro in termini di scrittura, produzione e distribuzione. Io credo che ogni epoca debba essere indagata e capita e quindi affrontata con nuovi mezzi e nuove modalità, questo per ogni attività umana e quindi anche quando si parla di teatro. Le soluzioni non sono solo nelle mani delle istituzioni. Siamo noi artisti che dobbiamo fare la nostra parte. Lo scarto è sapere che si esce dal teatro per riportare la gente a “casa”. È un tentativo di aprire un varco nel sistema teatrale italiano e cercare nuove strade, per diffondere la cultura teatrale e per distribuire gli spettacoli. È un modo per fare pubblicità al teatro Ridare dignità a un mestiere che in Italia molte volte è considerato un vezzo. Abituare le persone a dare un valore alla poesia, alle parole, alla scrittura, a sentirne veramente la necessità, il bisogno. E’ un atto simbolico di protesta. È un bellissimo modo di raccontare storie e si può fare sempre, anche e soprattutto direi, nei periodi di crisi Un atto d’amore verso il pubblico. Creare una relazione sentimentale con il pubblico.

LE TAPPE DEL BARBONAGGIO

Lo spettacolo e il progetto di Barbonaggio Teatrale, dal 2009 ha fatto tappa in più di 300 città/luoghi in Italia, ha viaggiato in Europa toccando Barcellona, Madrid, Parigi, Londra e Berlino. Ha raggiunto anche Vancouver in Canada e Nantes in Francia, con progetti speciali, con il coinvolgimento di numerose etnie e un lavoro sul racconto collettivo attraverso il dispositivo del barbonaggio teatrale. Dal 2010 il Barbonaggio, da esperienza individuale è ormai diventata un movimento seguito da molti artisti, anche in solitaria e che “barboneggiano” ricordando nei loro materiali che l’ideazione è riconducibile al percorso artistico di Ippolito Chiarello.

Dal 2010 a Lecce ogni anno viene organizzata una manifestazione che si chiama ARTISTI BARBONI PER UN GIORNO, che vede ogni anno la partecipazione di molti artisti provenienti da varie parti d’Italia e dall’estero. In questa, occasione ognuno dei partecipanti ha modo, non solo di presentare la propria proposta artistica, ma di riflettere e confrontarsi insieme sull’arte come bene comune e sul mestiere dell’attore.

Da questa esperienza individuale, nel 2013 nasce anche il progetto ambizioso di creare una compagnia di barboni. 10 attori che sono stati riuniti sotto la denominazione di COMPAGNIA AMMIRATA. La compagnia ha prodotto il suo primo spettacolo dal titolo COME VOGLIAMO VIVERE. La sfida è poter creare spettacoli che possano essere fatti in teatro, ma anche in strada e in maniera esplosa nella modalità del Barbonaggio. Nel 2014 è uscito il film “Ogni volta che parlo con me”, scritto da Ippolito Chiarello e Matteo Greco e diretto dallo stesso Greco, che racconta, sotto forma di opera visiva e poetica, il percorso artistico e interiore che ha portato alla nascita e alla sperimentazione del Barbonaggio teatrale. Il film è prodotto da Kama e Apulia Film Commission con il contributo della rete pugliese dei Teatri Abitati. Altro produttore fondamentale e fondante è stato il pubblico della strada.

TO BE DETERMINED

A novembre 2016 il Barbonaggio arriva anche in Canada a Vancouver. Un intervento artistico-teatrale di ricerca e racconto sul campo. The residency was sponsored by Musagetes Foundation, Vancouver Italian Cultural Centre, and SFU’s Vancity Office of Community Engagement and co-presented by SFU’s School for the Contemporary Arts, Creativa International, DTES Heart of the City Festival, Super Cool Tuesdays, and Megaphone Magazine. A Vancouver sarà presentato anche il film e tutto il progetto del Barbonaggio Teatrale.  VIDEO

Nel tempo ha registrato il sostegno di artisti come Teresa De Sio, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Claudio Santamaria, Raiz, Giulia Anania, Erica Mou, Giorgio Barberio Corsetti e tanti amici teatranti e artisti e perfetti sconosciuti incontrati per strada. Il barbone e’ arrivato anche sul prestigioso palco dei Negramaro nel loro Casa 69 Tour con le migliori firme del teatro italiano.  VIDEO Ha avuto importanti riconoscimenti e nel 2014 la SEGNALAZIONE ALL’UBU E AL PREMIO RETE CRITICA.

BARBONAGGIO TEATRALE DELIVERY

Con la pandemia e la chiusura dei teatri, in fondo, la parola delivery è stato solo un’aggiunta contingente, per quanto mi riguarda, ma di fatto ho solo continuato un lavoro già iniziato nel 2009 con il barbonaggio e che a mio parere dovrebbe sempre esistere, al di là dell’emergenza.

Per me, in quel momento di assenza, la cosa fondamentale era fare qualcosa con la mia “funzione” di artista e mettermi a disposizione di un’emergenza sanitaria, che coinvolgeva anche il cuore, un organo di cui mi occupo per lavoro. Mi sono detto che se sono necessario come i medici e come gli insegnanti (un concetto urlato a più voci), dovevo dimostrarlo. Ho cercato di trovare soluzioni che non fossero legate al web e al video, ma che recuperassero il contatto diretto con il pubblico. Non volevo usare nessuna mediazione o artificio, ma, come il barbonaggio teatrale mi aveva insegnato: solo io, il palchetto, le storie e un pubblico che le ascolta.

Mi sono ispirato alle immagini più forti e che più mi avevano inquietato e illuminato in questi mesi, come i Riders che portano beni di prima necessità, gli unici a circolare nelle città deserte, i balconi, le USCA, il lockdown, ecc. Tutto si è materializzato naturalmente e mi sono detto che, se i teatri sono chiusi, io posso, in qualche modo, ri-aprirli, portando gli spettacoli sotto le case delle persone. Tutto si poteva fare in massima sicurezza, mantenendo le distanze e all’aperto e con il pubblico alla finestra. Le persone prenotano la loro “serata a teatro”, dietro il versamento di una donazione liberale, con regolare ricevuta, agibilità e quant’altro, rispettando quindi anche la dignità del mio lavoro. Subito ho preso anche in prestito l’immagine dello zaino dei Riders, dove mettere il mio palchetto, una bici e il mio repertorio, che già portavo in giro con il barbonaggio teatrale.

Da subito ho lanciato l’idea delle USCA artistiche (unità speciali di continuità artistica), parafrasando quelle sanitarie (che secondo me, in uno Stato utopico, dovrebbero essere composte da un medico da un infermiere e da un artista). Ho semplicemente proposto ai miei colleghi, in Italia e all’estero, di aderire a un pensiero e non a una rete burocratica. Ho proposto alle esperienze già esistenti e simili e agli artisti o compagnie che avessero voluto ripetere la mia modalità, di usare un’unica voce, perché sono convinto che così possiamo dimostrare con forza che ci muoviamo e che siamo capaci di reinventarci, per rispondere prima di tutto a un’emergenza e in seconda istanza perché crediamo in un’azione strutturale nei confronti del pubblico, che debba poi continuare anche in futuro, fuori dall’emergenza e nelle forme che ognuno poi sceglierà.

La risposta è stata eccezionale. Eccezionale da parte degli artisti, con una massiccia ed entusiasta adesione, con una cinquantina tra artisti e compagnie e con almeno 100 contatti in Italia e all’estero, in Brasile e in Francia, di possibili adesioni. Eccezionale la risposta del pubblico, per me e per tutti gli artisti che si sono uniti a me. Eccezionale anche la reazione delle istituzioni, che in varie parti d’Italia, apprezzando questa proposta artistica e cogliendone delle opportunità, hanno cominciato a investire economie per offrire al proprio pubblico, costretto a casa, il teatro che non potrebbe vedere altrimenti.

Questa nuova esperienza di portare il barbonaggio teatrale sotto le finestre, a domicilio, nei cortili delle scuole, continua anche dopo la fine dell’emergenza e della pandemia, almeno per me. È un altro strumento per continuare e integrare la mia proposta teatrale e proseguire il mio lavoro con l’obiettivo di raggiungere nuovo pubblico, portare nuovo pubblico a teatro, per esercitare l’arte più antica e più bella tutti giorni.

I NUMERI

Ippolito Chiarello dal 4 dicembre ha fatto 150 SPETTACOLI tra la Puglia, la Lombardia, la Toscana, il Lazio, Emilia Romagna, ecc. anche con tante matinée nelle scuole pugliesi. Nell’estate 2021, oltre ad altre incursioni delivery in vari festival italiani, ha realizzato 5 progetti di formazione alla pratica del Barbonaggio Teatrale nell’ambito di Asti Teatro, ad Asti, a Mantova, nell’ambito di Segni d’Infanzia estate, a Ruffano con l’Associazione Kairòs e a Melpignano.

RETE USCA: 50 Compagnie, 170 artisti, 13 regioni, 50 città, 3 nazioni, 2 continenti,

70 ORGANI DI STAMPA NAZIONALI E INTERNAZIONALI, TRA WEB CARTA STAMPATA, TV

TRA CUI

Italia
Gazzetta del Mezzogiorno, Quotidiano di Lecce
Radio Deejay, Radio Montecarlo, Radio24, Radio popolare, Radio Capital, Radionews24, Radio3 Zazà
Repubblica e D di Repubblica, Corriere della Sera, IL SOLE 24
Theatron, Teatro e Critica
TG Rai3, Tg Telenorba, Mi manda Rai3, TV2000, Tg1 Rai1, Tv8, SkyArte
Rivista Bonculture.it, Rivista KLP, Histryo, Ateatro
Rivista EllE, RIVISTA Millionarie, Rivista Silhouette, Rivista Confidence, Giannella Channel, Senza Filtro – il Giornale della cultura del lavoro

Estero
Rete due, radio culturale della Radiotelevisione della Svizzera italiana (RSI)
GIAPPONE https://mensfudge.jp
GIAPPONE : “FQ magazine Japan”.(https://fqmagazine.jp/)

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All’interno di questo link troverete anche gli aggiornamenti in tempo reale sul progetto e l’elenco delle USCA

PROPOSTE RISERVATE AGLI ENTI E ORGANIZZAZIONI

Per il pubblico dei più grandi

Per il pubblico dei più piccoli (anche a scuola)

 

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 “Il barbonaggio teatrale non è solo o solo il modo per risolvere il problema distribuzione o per ridare dignità di lavoro all’arte, ma è la dimostrazione che si devono cercare e si possono trovare strade alternative. Se conquistiamo il pubblico nessuno potrà fermarci e il pane non ci mancherà. Sarà naturale raccontare storie e necessario.”

DECALOGO

1.Per provare a cambiare con gesti concreti il sistema 2.Per ricreare nuove platee 3.Per un atto d’amore verso il pubblico 4.Per ricostruire un nuovo senso di comunità 5.Per rimettersi in contatto reale con la gente 6.Per affermare attraverso un atto artistico un pensiero politico 7.Per affermare che gli artisti e gli operatori dello spettacolo sono dei lavoratori 8.Per crescere artisticamente attraverso la pratica quotidiana 9.Per non perdere di vista la realtà 10.Per poter fare tutti i giorni il mestiere più bello del mondo.

VIDEO INTERVISTA RAI 1

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IN VIAGGIO CON IL BARBONAGGIO

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ISTRUZIONI PER DIVENTARE BARBONI TEATRALI INFO +39 347 4741759 info@ippolitochiarello.it

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