FANCULOPENSIERO – STANZA 510

(liberamente ispirato al romanzo (Fanculopensiero) di MaksimCristan)

con
IPPOLITO CHIARELLO

REGIA
Simona Gonella
DRAMMATURGIA
Michele Santeramo
SPAZIO E LUCI
Vincent Longuemare

Organizzazione e distribuzione

Francesca D’Ippolito

distribuzione@ippolitochiarello.it

328 1025863 – 393 9136091

Lo spettacolo, nei temi, nasce dal forte desiderio di parlare del disagio cui spesso ci si trova a far fronte quando ci sembra di aver perso la capacità di distinguere ciò che realmente si desidera essere e si vuole fare da ciò che, in qualche modo, si fa perché imposto o perché conseguenza di una incapacità di dire i no giusti al momento giusto. E’ una sorta di imbuto in cui ci si sveglia una mattina e ci si accorge che “no” così come è la nostra vita non ci corrisponde più. Le strategie per uscire dall’imbuto sono molte, non ultima lo stringere i denti ed andare avanti aspettando che passi.

Ma cosa accade se questo “pensiero” non basta più, se si vuole agire, se si vuole pronunciare il fatidico “fanculo” e provare a “mettere in scena” un’altra vita possibile? Nel libro da cui lo spettacolo trae ispirazione, edito da Feltrinelli, il ricco imprenditore croato MaksimCristan (anche autore del libro stesso) prende un giorno una decisione senza possibilità di ritorno: molla tutto – casa, lavoro, macchina, amici, soldi – e parte in direzione Milano per condurre una vita da “scrittore” di strada.

Quella sua scelta ci lascia un romanzo che a me – ma in particolare al protagonista dello spettacolo, l’attore Ippolito Chiarello – ha  fatto nascere il desiderio di provare ad usare in teatro le sue intuizioni ed a tradurre in linguaggio drammatico parte dell’esperienza vissuta da Cristan.

Fondamentale la collaborazione con il drammaturgo Michele Santeramo che ha dato alla regia e all’attore un forte punto di vista da cui partire: ha collocato cioè l’azione all’interno della camera d’albergo che è stato il primo “rifugio” di Cristan.

La regia e l’interpretazione si sono mosse per vivere questa “stanza 510” come un’invenzione del protagonista che agisce in uno spazio delimitato, costruendo via via sia l’azione che lo spazio per capire, se mai un giorno deciderà anche lui di pronunciare il fatidico “fanculo”, quali sono le emozioni, i dolori, le inevitabili ironie cui andrà incontro. Uno spettacolo che ha il sapore di un esperimento sull’anima, con tratti di commedia e con punte di amarezza e sofferenza e che può esistere grazie alla grande prova di attore di Ippolito Chiarello.

Barbonaggio Teatrale con Fanculopensiero stanza 510. Lo stesso spettacolo si può proporre con la modalità del Barbonaggio Teatrale. La strada, una piazza, un palchetto, un listino, pezzi dello spettacolo da acquistare. Il barbonaggio teatrale continua a raccontare storie, cercando una relazione sentimentale tra artisti e pubblico, fuori dalle regole e fuori dalle logiche spesso asfittiche del sistema teatrale. Non resta che decidere quale storia ascoltare e comprarla.

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