LA FORMAZIONE

Terra in cui affondare le radici del mio lavoro, lontana dagli orpelli che nascondono le mani nude e callose di chi “dice” per qualcun altro. Vorrei che i miei gesti artistici potessero “raccontare” in modo semplice ed efficace, così come la terra riesce a far germogliare un seme gettato anche a caso, senza bisogno di riflettori e scenografie, che non siano il sole e la natura. Sogno di essere un attore “ecosostenibile”, attento nella mia espressione a preservare i “territori naturali”, senza mistificare e “inquinare” corpo e spazi d’azione. Un agire che ritorna a costruire a partire dall’uomo e dalla terra che calpesta e non per sfuggire al progresso, anzi, per poterlo rendere possibile e rinnovabile, attento agli effetti collaterali delle scoperte umane.

“QUANDO DEVI DIRE BUONGIORNO… PENSA A DIRE BUONGIORNO” (M. Mastroianni)

  • IL LAVORO COME OBIETTIVO

  • L’ATTITUDINE E L’ ATTEGGIAMENTO PER FARE IL VIAGGIO

  • L’ASCOLTO COME METODO

  • LE DOMANDE COME OSSESSIONE

  • LA RIPETIZIONE CONSAPEVOLE DELLE PRATICHE COME ALLENAMENTO

  • LO SCRIVERE COME MEMORIA DEL SENSO E DEL PERCORSO

  • L’ATTORE E LA STORIA COME UNICO STRUMENTO

  • UNICITA’ DELLA PROPRIA MACCHINA ATTORIALE

  • LO SGUARDO SU QUELLO CHE MI CIRCONDA COME SERBATOIO

  • L’UNICITA’ DI OGNI PERCORSO DI FORMAZIONE LEGATO ALLA GUIDA

  • LA COMUNITA’ COME OBIETTIVO

Dopo tanti anni di esperienza e di pratica attoriale e di formazione personale e per gli altri, capisco l’importanza di un passaggio di “pratiche” e “pensieri” da agire. Capisco le direzioni e i modi per guidare chi volesse affacciarsi su un “legno” prezioso e carico di responsabilità. Sento l’urgenza e la responsabilità di passare una consapevolezza scenica acquisita con la pratica, ma anche e soprattutto un’etica del lavoro legata alla necessità dell’agire quotidiano nel tessuto urbano, della città, per educare una comunità.

Sulla scorta di progetti di teatro collaudati e orientati in questi anni a ricreare una relazione sentimentale, privilegiata e necessaria con il pubblico e il nuovo pubblico, il pubblico che bisogna ri-conquistare, vorrei sviluppare un lavoro che, oltre alla pratica attoriale, si concentri anche, al fine di rendere questa pratica ancora più consapevole, sull’azione legata all’ambiente circostante: il pubblico, il quartiere, la città, l’educazione, il contatto, la relazione. Per educare nuovo pubblico per il teatro e per la vita di tutti i giorni. Tutto questo sviluppato attraverso il training attoriale e le pratiche della scena e azioni concrete per far “partecipare” l’ambiente circostante, al luogo di laboratorio e all’attività del gruppo: prove e laboratorio aperte al pubblico, contatto porta a porta per far conoscere il luogo-sala, i suoi abitanti e le loro occupazioni. Lavorare per costruire un luogo che possa essere aperto e fruibile da tutti in maniera costruttiva e divertente. Vorrei arrivare a costruire con il “gruppo di lavoro” un nuovo modo di stare insieme della città.

Questa pratica da poter fare sia nei laboratori teatrali in città e fuori sede che nelle scuole di ogni ordine e grado.

Il mio lavoro parte, prima che dalla tecnica, che ha a che fare con tempi molto più elaborati e personali, da un lavoro sulla consapevolezza del dire e dell’agire e sulla scoperta delle specificità di ogni attore. Il lavoro è a tutto tondo e non ha delle materie suddivise e schematicamente scritte, ma si rifà a una mia esperienza diretta in questo lavoro in Italia e all’estero e che cerco di trasmettere nella mia personale sintesi e poetica.

In un’esperienza laboratoriale non ci sono delle “materie” da studiare, ma delle pratiche da scoprire e teorizzare. Pratiche che essenzialmente sono legate al “maestro” che le condivide. Ogni esperienza è unica.

Si parte dalla riappropriazione delle proprie facoltà umane: dire, fare, sentire. Si parte alla ri-scoperta del proprio strumento di lavoro che è il corpo e si attraversano le pratiche per riusarlo nella dinamica della rappresentazione. Costruito il corpo attraverso pratiche ed esercizi per allenarlo, si ri-trova la voce di questa macchina attoriale. Nulla che non si sappia già fare. Bisogna solo imparare a smontare l’automatismo e usare tutte le nostre possibilità espressive con coscienza. Scoprire la propria “cifra” comunicativa è essenziale per non ridurre il lavoro a una mera accumulazione di tecnica che rende l’attore senza “carattere”.

LABORATORI IN CORSO

LECCE

LABORATORIO TEATRO

NASCA TEATRI DI TERRA/NUOVA FERRAMENTA ARCI

Via Luigi Pappacoda, 23

ogni mercoledì dalle 19:30 alle 22:30

dal 18 ottobre 2017 al 16 giugno 2018

dai 16 anni ai 100 anni

INFO
+39 347 4741759
nasca@ippolitochiarello.it

ARCHIVIO LAVORI

LA FORMAZIONE A SCUOLA

2015 “Life on the Rocks – Una vita con ghiaccio”

Laboratorio-Residenziale Teatro&Video sulla promozione di stili di vita positivi.

 Playlist

2007 “STORIE SCOLPITE”

Laboratorio teatrale di scrittura e messa in scena presso il Liceo Scientifico “De Giorgi” di Lecce.

 Video

LA FORMAZIONE NELLA CITTA’

2012 al 2015 “Lavoratrici”

Laboratori e saggi-spettacolo: sulla condizione delle donne nel mondo del lavoro.

 Video

2008 al 2010 “MA-DONNE”

Progetto di formazione e spettacolo contro la violenza sulle donne.

 Video

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