BARBONAGGIO TEATRALE – Delivery

BARBONAGGIO TEATRALE – DELIVERY

In bici attraverso la città per curare le anime e prevenire l’astinenza del cuore.

 

FAI IL TUO ORDINE

Ogni giorno da concordare l’orario // Mattina-Pomeriggio-Sera

a partire dal 4 dicembre 2020

LECCE – PROVINCIA – ITALIA (tenendo conto delle limitazioni dei vari DPCM)

*Il progetto rimarrà in piedi anche quando l’emergenza sarà finita.

Per grandi e piccini

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MENÙ PER I PIÙ GRANDI

Link repertorio

MENÙ PER I PIÙ PICCOLI

Link Geofantastico

*Potrai comporre le tue scelte anche attingendo da entrambi i menù

COSTI E MODALITÁ  in sede (Lecce)

Regole orientative e poi naturalmente ci si accorda per telefono per bene.

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  • Scegli i pezzi che vuoi ascoltare e fai una DONAZIONE LIBERALE con bonifico del tuo investimento artistico (contributo minimo 20,00 euro sommando i vari pezzi scelti)

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  • 1 nucleo familiare/finestra/piccolo gruppo – DONAZIONE LIBERALE – bonifico di 30,00 euro, potrai scegliere tutti i pezzi dei due menù per 35 minuti di spettacolo e direttamente all’atto dello spettacolo.
  • 2 nuclei familiari/finestre/piccoli gruppi – DONAZIONE LIBERALE – bonifico di 45,00 euro, potrai scegliere tutti i pezzi dei due menù per 45 minuti di spettacolo e direttamente all’atto dello spettacolo.
  • 3 nuclei familiari/finestre/piccoli gruppi – DONAZIONE LIBERALE – bonifico di 60,00 euro, potrai scegliere tutti i pezzi dei due menù per 60 minuti di spettacolo e direttamente all’atto dello spettacolo.

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  • Per le famiglie che non hanno la possibilità economica per fare una donazione il servizio sarà gratuito e i documenti per dimostrare la propria indigenza: …A’ FIDUCIA
  • Si possono anche fare delle DONAZIONI LIBERALI per sostenere il progetto artistico di Nasca Teatri di Terra con il Barbonaggio Teatrale – delivery e magari finanziare degli SPETTACOLI SOSPESI per chi non può permetterselo.
  • Si possono anche fare delle DONAZIONI LIBERALI per fare dei regali.
  • Le DONAZIONI LIBERALI concorreranno a sostenere tutto il progetto artistico di Nasca Teatri di terra e vi fa diventare soci della stessa. Con importi superiori a 30,00 euro si diventa soci sostenitori e con delle speciali ricompense.

💳 TICKET

*Per chi non avesse la possibilità di fare un bonifico o preferisce donare in contanti  lo può fare all’atto dello spettacolo e trovando un modo sicuro per la consegna.

Per chi fosse interessato info: 3474741759 (anche messaggio whatsapp) – nasca@ippolitochiarello.it

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NORME PER EMERGENZA COVID

Organizzeremo insieme il tutto perché si creino le condizioni più adatte, senza disturbare nessuno e in massima sicurezza.

  • Con distanziamento (più finestre che si affacciano nello spazio all’esterno, spazi grandi, spazi nei parchi cittadini) anche per più nuclei familiari
  • Senza distanziamento – solo per un nucleo famigliare o conoscenti
  • Per chi avesse degli spazi idonei per lo svolgimento in sicurezza della performance e li volesse mettere a disposizione (ampi cortili, atri, strade chiuse, ecc)
  • Se le situazioni nelle scuole primarie si dovessero “normalizzare” si potrebbe fare anche sotto la finestra di una classe o in un cortile con una classe, o nei parchi cittadini.

Quindi potete chiamarmi e porto io lo spettacolo sotto le vostre finestre (o venite voi sotto il mio balcone facendovi una passeggiata in sicurezza… un po’ più complicato).

Prima ero io ad aspettare per strada che voi passaste per offrirvi dei racconti, ora passo io da voi, sotto le vostre case, nei vostri cortili, sotto le vostre finestre a raccontare.

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PER GLI ARTISTI

Per tutti gli artisti che volessero usare il format nessun problema.

L’unica cosa che vi chiedo è di farci due chiacchiere per consentirci di fare rete.

Mettetevi in contatto con me e vi fornirò una scheda che stiamo usando tutti per uniformarci e diventare una sola voce, senza naturalmente snaturare i percorsi e la poetica artistica di nessuno.

Per chi fosse interessato info: 3474741759 (anche messaggio whatsapp) – nasca@ippolitochiarello.it

USCA Unità Speciali Continuità Artisitica

Di seguito l’elenco delle città e degli artisti che hanno chiesto di poter replicare il format del Barbonaggio Teatrale Delivery. È solo un elenco che aggiornerò con le USCA che poi verranno effettivamente attivate.

È importante capire da questo elenco quanto il nostro comparto sia alla ricerca di modi per lavorare e non stare solo a guardare.

  1. Marica Mastromarino e Roberta Paolini – Milano
  2. Andrea Gosetti e Marica Assetti – Intrecci Teatrali – Varese
  3. Anna Maria De Filippi – Laboratorio di danza – Lecce
  4. Cecilia Montomoli – Nantes (Francia)
  5. Giuseppe Vitale – Oria (BR)
  6. Carlo Dalla Costa – Assisi (PG) e territorio Umbria
  7. Michela Marrazzi – Novoli (LE)
  8. Tiziana Irti (Arti e spettacolo) – L’Aquila
  9. Luciah Tavarez – Brasile
  10. Domenico Petrachi – Melendugno (LE)
  11. Carullo-Minasi – Messina
  12. Pupe di Pane (AMA) – Lecce
  13. Gianluca Caporaso – Potenza
  14. Luana Locorotondo – San Pietro Vernotico (BR)
  15. Ombretta Zaglio – Teatro del Rimbalzo – Alessandria
  16. Anna Meacci – Firenze, Sesto Fiorentino, Livorno
  17. Cristel Caccetta – Trepuzzi
  18. Iridiana Petrone – Catania
  19. Duska Bisconti – Roma
  20. Martina Zanarella – VitaminaC – Padova
  21. Ilaria Carlucci – Arnesano (LE)
  22. Carlo Bruni – Sistema Garibaldi – Bisceglie (BAT)
  23. Giuseppe Provinzano – Spazio Franco – Palermo
  24. Massimo Risi – Pisa
  25. Vincenza Pastore – Milano
  26. Elena Musti – Bologna
  27. Roberta Natalini – Torre Santa Susanna (BR)
  28. Officine Gorilla – Alessandria
  29. Danny Bignotti – Mantova

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IL PENSIERO 

“Se è assolutamente necessario che l’arte o il teatro servano a qualche cosa, dirò che dovrebbero servire a insegnare alla gente che ci sono attività che non servono a niente, e che è indispensabile che ce ne siano.” (Eugène Ionesco)

Sento un grande silenzio intorno

Tutti ad aspettare sussidi e che si ritorni a com’era prima.

I sostegni sono fondamentali naturalmente, ma non sono sufficienti. Io non voglio tornare a com’era prima. Era un prima che non mi è mai interessato abitare, se non per cambiarlo.

Le tre cose che si dovrebbero fare adesso, a mio modestissimo parere sono:

  1. Che le istituzioni si mobilitino in modo strutturale per sostenere il settore dell’arte in questo periodo di emergenza e per tutto il 2021.
  2. Che le istituzioni, ascoltata la base (costituita da tanti gruppi informali formatisi in questi mesi in tutto lo stivale) e in concertazione con le associazioni di categoria già esistenti, sfruttino questo periodo per ripensare e ri-organizzare la categoria in maniera finalmente chiara e così evitare di arrancare nei periodi di emergenza e anche e sopratutto nella gestione normale del lavoro.
  3. Che gli artisti si mobilitino, anche e sopratutto con azioni “spettacolari” in presenza e studino soluzioni e abbiano visioni per “soccorrere” il proprio pubblico, anche adesso che sembra impossibile.

Il cittadino ha bisogno… ADESSO.

L’arte è rivoluzione. Non bisogna farlo “strano” bisogna farlo “vero”, veramente. Lo stato ha chiuso i teatri ma non ci ha chiesto delle alternative per continuare il servizio senza snaturare il senso della presenza del nostro lavoro e noi non siamo stati capaci di proporre alternative.

C’è bisogno che l’arte e gli artisti in particolare, facciano un passo verso l’esterno, anche e soprattutto in questo momento di chiusura e non continuare a piangersi addosso e a fare Dichiar-Azioni autoreferenziali e non dirette veramente a un pubblico, in attesa che tutto torni come prima e “replicare” per pochi (e a volte gli stessi) intimi. 

Tutti diciamo che noi artisti siamo necessari, se non indispensabili, come la scuola e la sanità. Dimostriamolo.

Sono contrario al web per far “vedere gli spettacoli” e all’uso bulimico dello stesso, come unica soluzione alla situazione odierna… e anche in futuro.

Il web può e deve integrare l’azione artistica, con un lavoro di promozione e divulgazione del lavoro teatrale e dell’arte in genere, ma il teatro si fa dal vivo, altrimenti di cosa stiamo parlando.

Bisogna avere delle visioni al servizio della comunità. In questi momenti l’arte deve mostrare le sue capacità alte. Agire con azioni concrete. Anche a “fondo perduto”, come chi ha la merce in magazzino e piuttosto che buttarla la mette a disposizione di tutti e soprattutto dei più deboli.

Anche in zona rossa vorrei che, sulle strade delle nostre città, oltre al silenzio e al suono delle sirene, si possa sentire anche una musica che viaggia su una bici. Una poesia recitata sotto una finestra.

Come i medici si reinventano nella difficoltà, nell’assenza di mezzi e trasformano uno sgabuzzino in una nuova postazione di terapia intensiva, anche noi artisti reinventiamo, trasformiamo il nostro lavoro guardando alle circostanze e alle necessità. 

Tutti, i veri malati e noi, chiusi nelle case, abbiamo “fame d’aria” e non di numeri colorati che ci parlano di emergenza e dobbiamo riuscire a capire come convivere con una situazione nuova e ritornare a respirare, trovare un nuovo respiro.

Ho riflettuto sulle parole di questi mesi, parole ossessivamente ripetute e spesso angoscianti. Ho guardato e osservato gli oggetti dell’emergenza. Mi sono chiesto come far diventare le une e gli altri utili anche per me e per il mio lavoro e le ho declinate pensando all’arte.

NELL’ATTESA MI ALLENO SULLE PAROLE E LE IMMAGINI DI QUESTO TEMPO (che a volte mi fanno anche paura) E CERCO SOLUZIONI, ALIMENTO VISIONI, PRO-VOCAZIONI

Adesso non servono nuovi spettacoli, servono nuove azioni spettacolari.

Servono nuovi infermieri/riders, cavalieri del sentimento che facciano servizio a domicilio, medicina/arte territoriale.

I teatri/ospedali sono chiusi o in sofferenza, bisogna curare “a casa”, in presenza.

Formiamo anche noi delle USCA: Unità speciali di continuità assistenziale/artistica. 

USCA Lecce, USCA Varese, USCA Alessandria… formiamole.

Come sarebbe rivoluzionario se in un paese le istituzioni pensassero a delle USCA (e le realizzassero) e nella loro formazione mettessero: un medico, un infermiere, un artista.

  • La consegna a domicilio di beni di prima necessita è consentita senza limiti di orario
  • L’asporto fino alle 22:00

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