UNOUNO la cantata dell'eroe

UNOUNO la cantata dell’eroe

Di e con Ippolito Chiarello

E con Bruno Galeone alla fisarmonica

Scenografia e oggetti di scena Egle Calò

Costumi Lilian Indraccolo

Luci Marco Oliani

Produzione
Ass Cult – NASCA Teatri di Terra ETS

Con il sostegno di
GUS Gruppo Umana Solidarietà
TRAC Residenze teatrali Puglia – Campsirago Residenza

In collaborazione con
Montagne racconta

Un grazie per avermi ascoltato:
Francesco Niccolini, Arianna Gambaccini, Simona Gonella

Un grazie a
Daria Falco per la consulenza musicale e il canto

Organizzazione e distribuzione

Ass Cult – NASCA Teatri di Terra ETS

Marina Donativi +39 328 382 4004 distribuzione@ippolitochiarello.it

Ippolito Chiarello + 39 347 4741759 info@nascailteatro.it

 

Spettacolo serale:
adatto anche al pubblico scolastico a partire dalla secondaria di primo grado

Tecnica: teatro d’attore

Genere: opera musicale in versi

Durata: 80 minuti.

Un direttore d’orchestra di una banda di paese, un officiante e un musico, la storia di un viaggio. Una via crucis, un omaggio a chi non c’è più, un rito dedicato anche a chi ce l’ha fatta, un’esortazione all’accoglienza. L’esecuzione di un’opera in versi che sembra la storia “fantastica” del viaggio di un ragazzo, dell’”uomo nero”, quasi un’altra Odissea, lunga 10 anni. La partenza forzata da una terra martoriata e prigioniera, ma tanto amata, per approdare su una terra nuova. Il desiderio di qualsiasi bambino, di qualsiasi adulto, di vivere la semplice felicità del quotidiano.

La vita di questo “uomo nero” è come la vita di tutti noi. Il suo viaggio, il nostro viaggio. Non è per forza una tragedia, può essere un’epifania. A volte agevole, a volte tremendo e avventuroso, tragico e senza speranza, a volte tranquillo e di scoperta. In fondo siamo sempre in viaggio e potremmo dover ripartire per cercare nuove isole. Abitiamo lo stesso destino da millenni, siamo frutto di un peregrinare e sempre saremo destinati a viaggiare e a varcare confini.

Attenzione, bisogna essere sempre pronti e preparati ad affrontare le onde, per raggiungere la nostra nuova isola. Bisogna essere pronti ad accogliere per poter essere accolti.

In fondo il nostro destino di esseri umani è imparare a viaggiare insieme, per evitare di naufragare.

 

Le vicende si ispirano alla storia vera di un ragazzo Sudanese, partito a 13 anni dal Sudan e arrivato in Italia a 23 anni, cieco, a causa delle torture subite. Tutte le vicende intrecciate nell’opera, non fanno riferimento a nessuna geografia o epoca o figure storiche e riportano, senza citarli giornalisticamente, fatti realmente accaduti e non sempre legati alla storia del ragazzo. Una costruzione totalmente di fantasia, che attinge concretamente al reale.

*UNOUNO perché, quando arrivi in Italia e non ricordi il giorno in cui sei nato, per ri-costruire la tua nuova identità, si sceglie l’1gennaio dell’anno in cui ti ricordi di essere nato. UNA nuova vita. UNA nuova identità riconosciuta dal mondo che ti circonda. Perché UNO vale UNO. 

UNOUNO La cantata dell’eroe

Genesi e percorsi di senso.

 

Ho deciso di scrivere quest’opera musicale in versi, pescando anche dalla lingua salentina, grazie a un primo progetto commissionato dal GUS – Gruppo di Umana Solidarietà, per la giornata mondiale del rifugiato, nel 2023. Avevo ascoltato 8 storie di rifugiati e realizzato una performance stradale, con il mio dispositivo artistico del Barbonaggio teatrale. La scena è un’isola di indumenti ed effetti personali, ricordi di giochi e resti di naufragi e cammini. Un banditore e un musicista su quest’isola, che invita i naviganti/passanti a fermarsi, salire sull’isola, scegliere una vita tra le 8 proposte e “indossarla”, ascoltarla. Una nuova vita, sentirne il profumo, capirne la forza e poi ripartire dall’isola, portando con sé il ricordo di questi nomi e di questi mondi e lasciando, a loro volta, un “pezzo della propria vita”, un oggetto materiale, che viene cucito su quest’isola, che continua il suo viaggio.

 

“È stato bellissimo. Un’apertura del cuore. Tutti dovrebbero ascoltare questa storia, non per commuoversi ma per capire che «lui» non è l’altro, ma è me, è te, è ognuno di noi. Quello che muove l’umano è uguale per tutti. Il desiderio di compimento e di felicità è nel cuore di ognuno, senza distinzione e mi stupisce che una parte di mondo… quello più «elevato», «civilizzato» lo ritenga, evidentemente, prerogativa di alcuni, usando la violenza più inaudita nei confronti di chi, invece, ritiene non ne abbia diritto.” (Betta Selleri, una spettatrice, salita sull’isola – 5 luglio 2023)

 

Dopo questa esperienza, mi era rimasta cucita sulla pelle, letteralmente, una di queste storie, quella di Mohamed, un ragazzo partito dal Sudan a 13 anni e arrivato in Italia, a Lecce, a 23 anni, cieco, per le torture subite. Mi era rimasto negli occhi il suo volto, il suo racconto lunghissimo, le interruzioni, i pianti fatti insieme, l’assurdo di questa sua esperienza al limite del reale.

 

Ho deciso quindi di fare un passo ancora più importante, per me e per lui e anche per le altre storie che avevo raccolto e messo in quella prima performance. Io sono figlio di un e-migrante e so cosa ha significato per i miei genitori essere costretti a partire per cercare un luogo sicuro per i propri figli. Ho cominciato a scrivere, a scavare, a studiare, a vivere, quasi, queste vite. Sono anche andato a stare per un tempo a Lampedusa, l’isola più a sud dell’Europa, più vicina all’africa che al continente Italico. Volevo assaggiare quella mancanza di respiro che vive chi è stipato in una barca o cammina per mesi nel deserto.

 

“UNOUNO la cantata dell’eroe” è un canto per chi non ce l’ha fatta, inghiottito dal mare o dal deserto e una festa per chi vive con noi, una vita finalmente dignitosa. Per me, questo, non è solo uno spettacolo, è un omaggio, è un rito, è un’esecuzione concertistica dedicata a tutti gli “eroi” in viaggio, alla ricerca di un porto sicuro.

 

Un monito per tutti, io per primo, perché potremmo ritrovarci, un giorno, a dover ripartire su un grande barcone, verso una nuova terra, alla ricerca della normalità, leggi felicità.

Ippolito Chiarello

© 2017 NASCA TEATRI DI TERRA Via San Nicola, 47 73100 Lecce P.IVA 04008840755 - Developed by E-City Group
Cookie Policy - Privacy Policy